Telefonata in “Microcosmo” | Alfredo Tagliavia

nuova-copertina-Tagliavia

 

Telefonata

 

 

Sì?

Pronto João?

Chi parla?

Sono Don Geraldo.

Padre, che piacere! Tutto bene?

Mica tanto.

Che succede?

Ho notizie per te, João, importanti.

Di che si tratta? Niente di grave, spero.

Insomma.

Padre, non mi faccia preoccupare. Cosa è successo?

Allora vado subito dritto al punto, tanto è inutile perdersi in cerimoniali, che non c’è nemmeno tanto tempo.

Tempo per fare cosa?

João, ti sto chiamando da una cabina fuori Recife, ho preso la Rodoviária, sono su una strada di campagna che dovrebbe portare a Caruaru, un confratello mi ha detto che era l’unico posto al sicuro dalla censura.

Padre, non so cosa dire, parli lei, l’ascolto.

Sto verificando la sicurezza del posto, voglio vedere prima se ci sono cimici o altri aggeggi piazzati su punti strategici, ma non mi pare : sono in aperta campagna, vedo soltanto la strada sterrata, le sterpaglie, il cielo… tu stai pensando che io sia impazzito tutto a un tratto, vero João?

Non so davvero cosa pensare, Padre, ma continui pure, la prego.

Dunque, João, te lo dirò nel modo più breve e diretto. Il motivo di questa telefonata è un appuntamento : dobbiamo vederci stasera alle sette sull’Avenida Boa Viagem, all’altezza della panetteria, sul lato opposto della strada, quello che dà sul mare, ma non avremo molto tempo.

Tempo per fare cosa? Io non sto capendo proprio niente, può spiegarsi un po’ meglio?

Non è facile spiegare, ma mi rendo conto anche che per te non sia facile capire. Dunque, stammi bene a sentire, il fatto è questo : io verrò in taxi, quando mi vedrai uscire dovrai entrare dalla portiera opposta facendo finta di non conoscermi, lascerò  per te sul sedile posteriore una borsetta contenente ventimila cruzeiros e un biglietto, il taxi ti porterà direttamente all’aereoporto.

Ma che significa? Don Geraldo, io comincio davvero a pensare che sia uno scherzo di pessimo gusto, mi dica che non è così!

Magari fosse uno scherzo, purtroppo non lo è. Il biglietto è un volo aereo per l’Italia, Roma. Parte alle nove e mezza stasera e tu dovrai prenderlo. Ah, portati anche una valigia con un po’ di vestiti e beni indispensabili, ma la più piccola e la meno vistosa che hai, mi raccomando, dovesse dare adito a qualche sospetto, non si sa mai.

Italia, Roma… Ma che ci vado a fare a Roma? Io non conosco nessuno lì, e non so nemmeno una parola d’italiano!

Per questo non preoccuparti, João, ho già pensato a tutto io. All’aeroporto di Fiumicino verrà a prenderti Don Luigi, un giovane sacerdote italiano, una persona molto buona, impegnata nel sociale come noi. Ti porterà nella sua parrocchia, che si trova in un quartiere della periferia romana, e nel primo periodo ti aiuterà ad ambientarti. Tra l’altro Don Luigi è stato più volte qui da noi a Recife e se la cava pure bene con il portoghese, quindi all’inizio potrà farti da interprete.

Padre, io sto capendo che la questione è abbastanza grave, ma mi vuole spiegare cosa sta accadendo? Cosa c’è dietro? Altrimenti in queste ore che ci separano dall’appuntamento diventerò matto.

E va bene, João, non volevo perdere troppo tempo qui alla cabina telefonica, sai che sono in pericolo anche io? Ma mi rendo conto che qualcosa devo pur dirti, non posso mandarti a Roma nel giro di poche ore senza nemmeno una spiegazione. Tu lo sai che giorno è oggi?

Sissignore, oggi è il 24 aprile 1964.

Ecco, e lo sai che esattamente da ventiquattro giorni, dallo scorso primo aprile in cui ci hanno regalato un bel pesce, la situazione politica qui in Brasile è totalmente cambiata?

Sì padre, ho letto qualcosa sui giornali e sentito qualche voce per strada, ma in realtà non ne so molto di più.

João, João, mi meraviglio di te, capisco che sei un ragazzo, ma qui di questi tempi bisogna tenere occhi e orecchi ben spalancati, informarsi e tenersi sempre aggiornati. E poi tu stai facendo anche il primo anno di Scienze Politiche, possibile che all’università non hai sentito nessuna voce più precisa? Che so, un dibattito, un’assemblea del collettivo studentesco…

No, non ho sentito niente di preciso.

E allora ti devo davvero spiegare tutto io. Qui da qualche settimana la situazione non è più sicura, per quelli come me e neanche e soprattutto per quelli come te.

Per quelli come me? Ma cosa ho fatto io, Don Geraldo? Non ho mai fatto del male a nessuno, glielo posso giurare.

João carissimo, non è questione di fare del male direttamente a qualcuno, la questione è che qualcuno in alto ritiene che tu possa fare del male a lui e ai suoi amichetti.

Proprio io? E chi sono io per fare male a un governo?

Semplice : sei un educatore di strada.

E cosa c’entra questo con il governo?

João, vedo che tardi a comprendere e ci stiamo dilungando già troppo. Ti faccio una sola domanda : qual è il progetto sociale a cui stai collaborando?

Lo sa anche lei, Don Geraldo : è il progetto Piazze di Cultura, quello sponsorizzato anche dalla sua parrocchia per cui ci vediamo tutti i sabati mattina al Sitio da Trindade.

Bene. E qual è lo scopo di questo progetto?

Me lo ha spiegato lei per primo, Don Geraldo. Il progetto mira all’inclusione sociale della popolazione, ad esempio a insegnare a leggere e a scrivere alle persone analfabete attraverso l’utilizzo delle arti, del teatro, della musica.

Perfetto, su questo vedo che continui ad essere molto preparato. Ora ti faccio un’altra semplice domanda : chi è il coordinatore di questo progetto?

È il professor Paulo Freire.

Ecco. E lo sai che fine ha fatto Paulo Freire? Questo forse non lo sai e te lo dico io. Paulo Freire la scorsa settimana è stato portato via da Recife dalla polizia militare ed è stato condotto in prigione a Rio de Janeiro. Ora gli faranno scegliere o la condanna a morte o l’esilio.

O mio Dio, don Geraldo, ma questa è una notizia terribile! Ma che male ha fatto quest’uomo che tanto sta facendo per l’alfabetizzazione e la crescita culturale del nostro paese?

E va bene João, oramai siamo in ballo e balliamo. Vorrà dire che se qualcuno registrerà questa telefonata farò la fine di Paulo anche io. L’accusa che è stata mossa a Freire è di appartenere a un gruppo comunista sovversivo, ma è un’accusa ridicola che nemmeno si regge in piedi. Tutti sanno anche nelle istituzioni che Paulo è un moderato di sinistra e un cattolico, infatti parte della chiesa appoggia il suo lavoro.

E allora qual è il problema?

Il problema è proprio il lavoro che sta svolgendo, in particolare quello di alfabetizzazione, perché c’è qualcuno nel cosiddetto “governo” del primo aprile a cui non va giù il fatto che il popolo stia imparando a leggere e a scrivere in fretta e in gran massa.

Ma non ci posso credere! E perché mai non gli andrebbe giù?

Vogliono cancellare il diritto di voto, João, anzi, lo hanno già fatto. E il primo presupposto per mantenere una dittatura senza elezioni è avere cittadini che non siano in grado di scegliere, di discernere, e al limite nemmeno di leggere e scrivere : idioti insomma.

Questa storia ha davvero dell’incredibile, Don Geraldo, mai ci avrei potuto pensare da solo. Ma continuo a non capire cosa c’entro io…

Il salto non è così grande, João. Non sei tu un educatore di strada in questo progetto? Non ti riunisci tutti i sabati mattina con la popolazione del tuo quartiere per insegnare il Metodo Paulo Freire agli analfabeti?

Ma io non sono mica una persona di potere, non ho nessun ruolo io. Sono povero come loro. L’unica differenza è che so leggere e scrivere perché ho potuto studiare. A chi posso interessare io?

João, a loro non importa chi sei o quanto potere hai. A loro importa solo il lavoro che svolgi. E se il lavoro che svolgi va contro la volontà del governo risulti persona “non gradita”, per usare un’espressione addolcita. Sono così questi signori della morte che hanno espugnato il nostro povero paese.

E questo cosa vorrebbe dire, Don Geraldo? Che devo andarmene? Che devo lasciare tutto e tutti qui a Recife? Mia madre, la mia fidanzata, i miei compagni di università, i miei alunni del progetto? No, non è possibile. Mi dica che non è una storia vera, che è uno scherzo, oppure che sto sognando…

Purtroppo è la realtà João, la nuda e cruda realtà. E non è una scelta, è una condizione imprescindibile. Non so se hai capito o fai ancora finta di non capire : ti hanno già schedato. Se non te ne andrai tu, ti verranno a prendere loro. E sarà ben peggio, dammi retta. Io posso rimanere qui solo perché sono protetto dalla forza della chiesa, e non so nemmeno per quanto tempo ancora rimarrò. Ma per le persone comuni come te non c’è pietà : se sei segnato rimani in lista finché in un modo o nell’altro “la questione non è risolta”, come dicono loro.

Lo so, João, sei ancora molto giovane ed è una realtà difficile da accettare. Anche a me se avessi la tua età pioverebbe addosso come qualcosa di totalmente inaspettato, di incomprensibile. Ma questa è la vita e bisogna accettarla. Nel libero arbitrio, ognuno ha un destino da compiere. E oggi il tuo destino è fare quello che ti ho detto e volare in Italia.

E finiscila di piangere, João, ormai sei un uomo, e anche se non lo sei ancora dovrai diventarlo in fretta, che tu lo voglia o no. Dio ti sta chiamando a una sfida molto difficile e importante.

Allora ci vediamo stasera alle sette sulla Boa Viagem. Abbi cura di te. Sia fatta la volontà di Dio.

 

_____________________________________

** Alfredo Tagliavia è nato a Roma nel 1978. Dottore di ricerca in Pedagogia, attualmente insegnante precario, ha svolto diversi viaggi di studio in Brasile. Per i tipi della EMI ha pubblicato il libro L’eredità di Paulo Freire. Vita, pensiero, attualità pedagogica dell’Educatore del mondo (2011). Per le edizioni IPOC ha tradotto il testo del filosofo brasiliano Marco Heleno Barreto Immaginazione simbolica. Riflessioni introduttive (2012) e La bambina dagli occhi verdi (2016), della scrittrice brasiliana Patricia Gonçalves Tenório. Per le edizioni Book Publish è uscita il suo primo libro di narrativa Un giorno qualunque, una raccolta di racconti a sfondo pedagogico, ambientati fra Italia e Brasile. Contatto: alftag@alice.it

** Alfredo Tagliavia nasceu em Roma em 1978. Doutor em Pedagogia, professor atualmente substituto, realizou várias viagens de estudo para o Brasil. Pela Editora EMI publicou o livro O legado de Paulo Freire. Vida, Pensamento, Educador pedagógico atual do mundo (2011). Para a Editora IPOC traduziu o texto do filósofo brasileiro Marco Heleno Barreto Imaginação simbólica. Reflexões introdutórias (2012) e A menina do olho verde (2016), da escritora brasileira Patricia Gonçalves Tenório. Pela Editora Book Publish foi lançado o seu primeiro livro de ficção Qualquer dia, uma coleção de histórias curtas para a formação educacional, ambientado entre a Itália e o Brasil. Contato: alftag@alice.it